Studio Pilota con un Campione di VV.FF

Lo studio preliminare è stato condotto su un gruppo di 30 vigili del fuoco in servizio permanente effettivo, di cui 11 piloti, e su un gruppo di 60 studenti dell’Università Statale di Milano. I dati hanno dato risultati estremamente promettenti e che mostrano come lo strumento sia affidabile e sia sensibile, riesca cioè effettivamente a mettere in luce diversi gradi di abilità dei partecipanti.

Vigili del fuoco

Nella prova Antisaccade il gruppo dei Vigili del Fuoco ha mostrato una media di risposte lievemente superiore a quella del gruppo di controllo. La prestazione dei Vigili del Fuoco risulta inoltre più “distribuita” rispetto a quella del gruppo di controllo, probabilmente per via di una maggiore variabilità in termini di età. La scolarità ed il sesso, variabili comunque prese in esame, non hanno avuto alcun effetto sul pattern dei movimenti oculari registrati, come peraltro previsto dal disegno sperimentale.

Il confronto fra la prestazione dei Vigili piloti ed i Vigili “generici” ha evidenziato una prestazione decisamente migliore nei primi, probabilmente dovuta al tipo di professionalità ed all’addestramento specifico al volo.

Per quanto riguarda la prestazione nel test di Ricerca Visiva, il gruppo Vigili mostra una prestazione lievemente inferiore al gruppo di controllo, pur essendo la media dei due gruppi piuttosto vicina e comunque comparabile.Anche in questo caso, il confronto fra la prestazione dei Vigili piloti ed i Vigili “generici” evidenzia una prestazione decisamente migliore nei primi, probabilmente dovuta al tipo di professionalità ed all’addestramento specifico al volo.

Analizzando la performance dei dieci migliori soggetti all’interno dei due gruppi considerati, il gruppo dei Vigili del Fuoco mostra una prestazione assolutamente comparabile, con una tendenza ad ottenere consistentemente punteggi più elevati. In generale, il test PVA si è dimostrato efficace ed adatto a discriminare le prestazioni normali da quelle inferiori alla media o marcatamente deficitarie, sia nel gruppo dei Vigili del Fuoco che nel gruppo di controllo.

Il fatto che le prestazioni dei due gruppi sono risultate essere, nonostante la differenza di età fra i soggetti, il sesso, e la scolarità piuttosto vicine e comunque comparabili, conforta circa lo stato psicofisico del personale dei Vigili del Fuoco e la capacità dello strumento utilizzato di separare componenti collegati unicamente alla performance e alle capacità psicofisiche effettive del candidato, prescindendo da pregiudizi basati su modelli spesso insufficienti.

Lo studio condotto ha infine dimostrato come la pianificazione ed esecuzione di test oggettivi nell’ambito della selezione e valutazione del personale sia non solo cosa possibile ma auspicabile, considerando la notevole sensibilità degli strumenti utilizzati rispetto alle tecniche classiche ed il carattere stremamente “garantista” degli stessi nei confronti dei candidati.

Il percorso di selezione e valutazione qui presentato, scelto e caldeggiato dal Servizio di Medicina Legale del Ministero dell’Interno – Vigili del Fuoco, pone il nostro Paese ai vertici in quanto a metodologie e strumentazione utilizzata, dimostrando in maniera univoca le capacità in termini di innovazione ed attenzione per il personale operativo, tanto da suscitare l’interesse di altri Paesi europei, fra i quali la Germania e la Finlandia.