Eye tracking e movimenti oculari

La teoria che sta alla base di questa metodologia arriva dalla psicologia dei processi cognitivi e dalla scienza della visione.

Psicologia dei processi cognitivi: percezione e attenzione

Questi due processi cognitivi ci consentono di interagire efficacemente con il mondo che ci circonda e che quotidianamente si presenta ai nostri occhi in tutta la sua complessità e molteplicità.
L’individuo è in grado di rispondere selettivamente e funzionalmente al flusso continuo di stimolazioni provenienti dall’ambiente esterno per evitare l’ “overload”.

Tale selezione dipende da due variabili:
Caratteristiche dell’oggetto: numero e qualità delle informazioni, differenze cromatiche, di forma e dimensione, di posizione, che evocano processi bottum up.
Caratteristiche del soggetto: bisogni, necessità, obiettivi, aspettative, esperienze passate, che evocano processi top-down.

Scienza della Visione

In entrambi i casi, le informazioni considerate importanti possono essere individuate quando cadono nel campo visivo del soggetto.

La vista non è un processo continuo, ma è composta da 2 momenti principali :
Saccade: l’occhio si sposta tra due stimoli, nessuna percezione.
Fissazione
: l’occhio è fermo su uno stimolo, percezione attiva delle informazioni.

Gli stimoli visivi sono visti coscientemente e in modo dettagliato solo quando cadono sulla Fovea, una ristretta area della retina.

L’Attenzione guida i movimenti oculari sugli stimoli di nostro interesse e allinea così la Fovea (tramite le saccadi) a tali stimoli in modo pressochè stabile (fissazioni), affinchè vengano percepiti coscientemente.
L’Eye tracking registra tali movimenti oculari (saccadi e fissazioni)